Il vino analcolico: moda o futuro?


C’è chi lo considera una semplice alternativa e chi pensa possa aprire una nuova strada nel mondo del vino.
Non sostituisce la tradizione, ma racconta un cambiamento nelle abitudini di consumo.
E voi, cosa ne pensate? 
È un’opportunità per il mercato o il vino, per essere davvero tale, deve restare quello di sempre?

Fino a pochi anni fa sembrava un’idea quasi impossibile. Oggi invece il vino analcolico sta entrando nei supermercati, nei ristoranti e perfino nei wine bar. C’è chi lo considera una semplice moda e chi pensa possa rappresentare il futuro di una parte del mercato.

Ma perché sempre più persone lo scelgono? Il motivo principale è il cambiamento dello stile di vita. Oggi molte persone vogliono stare attente alla salute, guidare in sicurezza o semplicemente bere qualcosa di più leggero. I giovani, soprattutto, consumano meno alcol rispetto alle generazioni passate e cercano prodotti che permettano di stare insieme senza eccessi. Anche il mondo del lavoro è cambiato. Pranzi veloci, ritmi intensi e giornate sempre piene spingono molti a limitare il consumo di alcol durante la settimana. Il vino analcolico permette così di mantenere il rito del calice senza gli effetti dell’alcol.

Ma cos’è davvero? Non si tratta di semplice succo d’uva.

Il vino analcolico nasce da un vino tradizionale al quale viene tolta quasi completamente la parte alcolica attraverso tecniche particolari. Rimangono molti aromi e parte delle caratteristiche organolettiche, anche se il sapore non è identico a quello del vino classico. Naturalmente il tema divide gli appassionati. Per alcuni il vino senza alcol non può essere considerato vero vino, perché manca proprio l’elemento che per secoli ne ha fatto parte della cultura e della convivialità. Altri invece pensano che il mercato debba evolversi insieme alle nuove abitudini dei consumatori. In Italia il fenomeno è ancora limitato, ma sta crescendo. Nei Paesi del Nord Europa e negli Stati Uniti il settore si sta sviluppando rapidamente, soprattutto tra i giovani adulti.

E in Friuli?

Una regione famosa per i suoi bianchi freschi ed eleganti potrebbe guardare con interesse anche a questo nuovo segmento.

Il consumatore moderno cerca infatti prodotti più leggeri, meno alcolici e adatti a momenti diversi della giornata. Questo non significa che il vino tradizionale sparirà. Il rosso importante, il bianco territoriale e le grandi etichette continueranno ad avere il loro spazio. Però il mercato sta cambiando e il vino analcolico potrebbe diventare una nuova possibilità per chi vuole vivere il piacere del calice in modo diverso.

E la domanda finale è inevitabile:

lo berrei?

Su questo preferisco non rispondere… almeno per ora.

Barbara Diana Pupolin, Sommelier A.I.S.